Eppure, nonostante si trattasse di uno straordinario spettacolo grafico, la sceneggiatura della saga fu considerata troppo semplicistica, nella sua classicheggiante lotta tra le forze del bene e quelle del male…
I tempi erano inesorabilmente cambiati, e i
Comic-Books si apprestavano ad entrare nell’era dell’impegno: la famosa ricetta “supereroi con superproblemi” inaugurata dalla
Marvel di
Stan Lee aveva trovato degli ottimi proseguitori in autori come
Marv Wolfman e
Chris Claremont, che iniziarono a incentrare le loro trame sempre di più sui problemi reali della società americana: è il periodo nel quale Harry Osborn, il migliore amico di Peter Parker (alias l’
Uomo Ragno) comincia a fare uso di LSD, nel quale gli
X-Men sono alle prese con il forte sentimento razzista nei confronti dei mutanti e nel quale
Capitan America smette i panni del vendicatore a stelle e strisce, ferito nei suoi sentimenti patriottici dopo aver scoperto la cospirazione di alcuni apparati governativi.
I
Nuovi Dei creati per la
DC erano dunque l’ultimo strascico di una stagione meravigliosa, ma ormai inesorabilmente finita. Insomma, fatto stà che tutti e tre i titoli della serie non superarono i 12

numeri, deludendo sia l’ambizione di Kirby che le aspettative della dirigenza
DC; verranno riscoperti e rivalutati più tardi, entrando di diritto tra i “classici” della sterminata produzione Kirbyana. L’artista comunque non si arrese e creò il personaggio di
Kamandi, giunto anche in Italia grazie alla celebre Editoriale
Corno diretta da Luciano Secchi; paradossalmente questo, che doveva essere uno dei suoi progetti minori, riscosse invece un discreto successo, forse per le sue tematiche meno “ridondanti” e le atmosfere più vicine alla fantascienza anni ’80 (il grande disastro, l’ambiente ostile, la fine della civiltà umana). In seguito vennero le serie di O.M.A.C. e Demon, anche queste rivalutate solo di recente. E i celebri episodi di Superman con le teste ritoccate da Curt Swan: << (…) Eliminarono tutte le teste di Superman che aveo fatto e le sostituirono con altre (…). E questo mi seccò, perché ognuno ha un modo personale di disegnare i personaggi. Non avevo “maltrattato” Superman, lo avevo fatto possente. (…) Nessuno aveva il diritto di manomettere le mie tavole >>.
Quello che sembrava essere partito con i migliori presupposti, infine naufragò miseramente e nel 1975 il Re tornò in pompa magna alla Marvel, dove riprese ad occuparsi del suo Capitan America, curandone sia i testi che i disegni; anche qui però - nonostante la straordinaria tecnica figurativa - le sue storie risentivano di un’epica ormai “anacronistica”, che non rispondeva al gusto contemporaneo dei lettori.
L’EREDITA’
Lo stesso si può dire per quei capolavori iconografici che furono
Machine-Man,
Black Panther,
Devil Dinosaur e, soprattutto,
gli Eterni. Fu su questa celebre serie che Kirby, ansioso di riprendere i fili lasciati in sospeso con i
Nuovi Dei, spinse al limite il suo stile unico e potente. Composta da appena 20 storie (19 numeri + un
Annual), per molti
The Eternals rappresenta il testamento visivo di Kirby, l’ultimo grande capolavoro prima del declino: qui sono presenti tutti i grandi elementi della sua arte e della sua “poetica”, dai complessi macchinari scientifici ai potenti esseri tecno-divini che, manipolando immense quantità di energia, fanno tremare il cosmo; dalle complesse armature biomeccaniche indossate dai
Celestiali (qui al loro debutto) ai costumi di
Ikaris,
Makkari e compagnia. Desideroso di realizzare qualcosa di assolutamente unico, Kirby volle addirittura “fare a meno” del
Marvel Universe, e sdoganare le avventure dei suoi personaggi

dalla Continuity: nella nuova mitologia degli
Eterni infatti non c’è posto per entità come
Galactus e
Thanos, o per supereroi come i
Fantastici Quattro e
Silver Surfer; tutto è assolutamente nuovo, vergine, scaturito dalla sua sola fantasia e retto dalla sua sola bravura.
Nonostante la serie degli
Eterni fosse stata accolta con grande interesse e stupore dalla critica, le vendite non furono affatto buone; l’affollato mercato di fine anni ’70 (e lo spostarsi del gusto del pubblico verso altri generi) oscurò la genialità della testata fino a decretarne la chiusura, con grande rammarico di Kirby. Nel 1979, ormai stanco e amareggiato, decise quindi di lasciare il mondo dei Comics per tornare a occuparsi di Cinema d’Animazione. Salvo la parentesi
Captain Victory per la
Pacific Comics (serie sprofondata nel limbo dopo appena 13 numeri), Kirby in effetti uscì dalla scena, lasciando dietro di sé gli echi di una epopea; divenuto ormai una sorta di leggenda vivente, prese a rilasciare interviste come quella al
Comics Journal, cominciando a sollevare il polverone legato ai diritti sul suo lavoro e alla paternità dell’
Universo Marvel. Nel 1985 intanto la
Casa delle Idee annunciò il “ritrovamento” di dozzine di sue tavole inedite: fu addirittura intentata una causa per chi dovesse mantenerne i diritti di proprietà, l’artista o la casa editrice.
Tra polemiche e discussioni, finiva così la carriera del Cartoonist che più di ogni altro ha rivoluzionato il nostro immaginario; l’uomo che in vita aveva attraversato, segnandola, la gloriosa
Golden Age dei
Supereroi, per poi vederla tramontare e diventare uno dei principali artefici del Rinascimento.
Al momento della morte, avvenuta nel 1994, Jack Kirby ha lasciato qualcosa come 25.000 pagine circa di fumetti, per non parlare delle migliaia di strisce e bozzetti. Alla sua memoria è stato intitolato il premio per autori di fumetti Kirby Awards. Sulla sua tomba, nel cimitero di Thousand Oak, in California, la lapide reca l'incisione di una corona. Perché non importa cosa sia successo nel frattempo; Jack Kirby è stato, e rimarrà per sempre, il Re!
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Bibliografia Essenziale di Jack Kirby
MARVEL - Primo Periodo:
Fantastic Four, 102 Episodi, + 6 Annual (In Italia su Fantastici Quattro Ed. Corno 1/100);
The Incredibile Hulk (I Serie), primi 8 Episodi (L’Uomo Ragno Ed. Corno 55/64);
Iron Man, 4 dei primi 5 Episodi usciti su Tales of Suspence 39/43 (L’incredibile Devil Ed. Corno 23/26);
The Mighty Thor, 87 Episodi + 2 Annual (Il mitico Thor Ed. Corno 1/79);
X-Men, primi 17 Episodi (In Italia su Capitan America Ed. Corno 1/19);
Captain America, 35 Episodi dei 41 apparsi su Tales of Suspence 59/99 + 10 Episodi della testata Captain America (Capitan America Ed. Corno 1/28);
MARVEL - Secondo Periodo: Captain America, 22 Episodi + 1 Annual (In Italia su Capitan America Ed. Corno 115/122 e Thor & Capitan America Ed. Corno 181/196);
The Eternals, 19 Episodi + 1 Annual (Gli Eterni Ed. Corno 1/19, recentemente ristampati dalla Marvel Italia/Panini Comics nel volume monografico Gli Eterni);
Black Panther, primi 12 Episodi (Fantastici Quattro Ed. Corno 224/245); 
Machine-Man, 9 Episodi (Gli Eterni Ed. Corno 20/28).
DC COMICS:
The New Gods, 11 Episodi (Kamandi Ed. Corno 16/26);
Kamandi, 40 Episodi (Kamandi Ed. Corno 1/33);
Demon, 16 Episodi (Classici DC: Demon, Planeta DeAgostini, Vol. Unico).
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Gli stralci dell'intervista del Comics Journal a Jack Kirby sono tratti da All American Comics n°12 del settembre 1990 (ed. Comic Art). Traduzione di Luca Boschi.