domenica 17 maggio 2009

LUNGA VITA AL RE /Pt.2


ALLA DC

In seguito ai profondi disaccordi con Lee, agli inizi degli anni ’70 Kirby tornò alla
DC Comics, che << all’epoca non era poi quella grande alternativa che è diventata in seguito >>. Eppure – perfettamente conscia del suo “peso” nella scena – la Casa Editrice diretta concorrente della Marvel lasciò al cartoonist “carta bianca” sul tipo di storie e personaggi da inventare; un tipo di approccio che fece sentire kirby come in << una specie di paradiso, anche perché potevo fare qualcosa firmandolo personalmente, e mi sentivo libero >>.
Così iniziò a dare vita a quella che tuttora appare come la sua opera più imponente: la saga dei Nuovi Dei (New Gods), nota anche con il nome di Quarto Mondo (The Jack Kirby's Fourth World). La saga, composta da un trittico di titoli separati, segna la nascita di alcuni personaggi divenuti in breve tempo parte integrante dell’Universo supereroistico DC (Big Barda, gli Immortali di Nuova Genesi ma soprattutto il malvagio Darkseid), e diventa il più grande affresco cosmico mai realizzato da Kirby, che qui raggiunse la piena maturità della sua arte grafica: la maestosità degli scenari alieni, le costruzioni megalitiche e ipertecnologiche, il design dei personaggi…Tutto era perfetto, esattamente come ci si aspettava da uno del suo calibro.

Eppure, nonostante si trattasse di uno straordinario spettacolo grafico, la sceneggiatura della saga fu considerata troppo semplicistica, nella sua classicheggiante lotta tra le forze del bene e quelle del male…

I tempi erano inesorabilmente cambiati, e i Comic-Books si apprestavano ad entrare nell’era dell’impegno: la famosa ricetta “supereroi con superproblemi” inaugurata dalla Marvel di Stan Lee aveva trovato degli ottimi proseguitori in autori come Marv Wolfman e Chris Claremont, che iniziarono a incentrare le loro trame sempre di più sui problemi reali della società americana: è il periodo nel quale Harry Osborn, il migliore amico di Peter Parker (alias l’Uomo Ragno) comincia a fare uso di LSD, nel quale gli X-Men sono alle prese con il forte sentimento razzista nei confronti dei mutanti e nel quale Capitan America smette i panni del vendicatore a stelle e strisce, ferito nei suoi sentimenti patriottici dopo aver scoperto la cospirazione di alcuni apparati governativi.

I Nuovi Dei creati per la DC erano dunque l’ultimo strascico di una stagione meravigliosa, ma ormai inesorabilmente finita. Insomma, fatto stà che tutti e tre i titoli della serie non superarono i 12 numeri, deludendo sia l’ambizione di Kirby che le aspettative della dirigenza DC; verranno riscoperti e rivalutati più tardi, entrando di diritto tra i “classici” della sterminata produzione Kirbyana. L’artista comunque non si arrese e creò il personaggio di Kamandi, giunto anche in Italia grazie alla celebre Editoriale Corno diretta da Luciano Secchi; paradossalmente questo, che doveva essere uno dei suoi progetti minori, riscosse invece un discreto successo, forse per le sue tematiche meno “ridondanti” e le atmosfere più vicine alla fantascienza anni ’80 (il grande disastro, l’ambiente ostile, la fine della civiltà umana). In seguito vennero le serie di O.M.A.C. e Demon, anche queste rivalutate solo di recente. E i celebri episodi di Superman con le teste ritoccate da Curt Swan: << (…) Eliminarono tutte le teste di Superman che aveo fatto e le sostituirono con altre (…). E questo mi seccò, perché ognuno ha un modo personale di disegnare i personaggi. Non avevo “maltrattato” Superman, lo avevo fatto possente. (…) Nessuno aveva il diritto di manomettere le mie tavole >>.
Quello che sembrava essere partito con i migliori presupposti, infine naufragò miseramente e nel 1975 il Re tornò in pompa magna alla Marvel, dove riprese ad occuparsi del suo Capitan America, curandone sia i testi che i disegni; anche qui però - nonostante la straordinaria tecnica figurativa - le sue storie risentivano di un’epica ormai “anacronistica”, che non rispondeva al gusto contemporaneo dei lettori.


L’EREDITA’


Lo stesso si può dire per quei capolavori iconografici che furono Machine-Man, Black Panther, Devil Dinosaur e, soprattutto, gli Eterni. Fu su questa celebre serie che Kirby, ansioso di riprendere i fili lasciati in sospeso con i Nuovi Dei, spinse al limite il suo stile unico e potente. Composta da appena 20 storie (19 numeri + un Annual), per molti The Eternals rappresenta il testamento visivo di Kirby, l’ultimo grande capolavoro prima del declino: qui sono presenti tutti i grandi elementi della sua arte e della sua “poetica”, dai complessi macchinari scientifici ai potenti esseri tecno-divini che, manipolando immense quantità di energia, fanno tremare il cosmo; dalle complesse armature biomeccaniche indossate dai Celestiali (qui al loro debutto) ai costumi di Ikaris, Makkari e compagnia. Desideroso di realizzare qualcosa di assolutamente unico, Kirby volle addirittura “fare a meno” del Marvel Universe, e sdoganare le avventure dei suoi personaggi dalla Continuity: nella nuova mitologia degli Eterni infatti non c’è posto per entità come Galactus e Thanos, o per supereroi come i Fantastici Quattro e Silver Surfer; tutto è assolutamente nuovo, vergine, scaturito dalla sua sola fantasia e retto dalla sua sola bravura.

Nonostante la serie degli Eterni fosse stata accolta con grande interesse e stupore dalla critica, le vendite non furono affatto buone; l’affollato mercato di fine anni ’70 (e lo spostarsi del gusto del pubblico verso altri generi) oscurò la genialità della testata fino a decretarne la chiusura, con grande rammarico di Kirby. Nel 1979, ormai stanco e amareggiato, decise quindi di lasciare il mondo dei Comics per tornare a occuparsi di Cinema d’Animazione. Salvo la parentesi Captain Victory per la Pacific Comics (serie sprofondata nel limbo dopo appena 13 numeri), Kirby in effetti uscì dalla scena, lasciando dietro di sé gli echi di una epopea; divenuto ormai una sorta di leggenda vivente, prese a rilasciare interviste come quella al Comics Journal, cominciando a sollevare il polverone legato ai diritti sul suo lavoro e alla paternità dell’Universo Marvel. Nel 1985 intanto la Casa delle Idee annunciò il “ritrovamento” di dozzine di sue tavole inedite: fu addirittura intentata una causa per chi dovesse mantenerne i diritti di proprietà, l’artista o la casa editrice.


Tra polemiche e discussioni, finiva così la carriera del Cartoonist che più di ogni altro ha rivoluzionato il nostro immaginario; l’uomo che in vita aveva attraversato, segnandola, la gloriosa Golden Age dei Supereroi, per poi vederla tramontare e diventare uno dei principali artefici del Rinascimento.


Al momento della morte, avvenuta nel 1994, Jack Kirby ha lasciato qualcosa come 25.000 pagine circa di fumetti, per non parlare delle migliaia di strisce e bozzetti. Alla sua memoria è stato intitolato il premio per autori di fumetti Kirby Awards. Sulla sua tomba, nel cimitero di Thousand Oak, in California, la lapide reca l'incisione di una corona. Perché non importa cosa sia successo nel frattempo; Jack Kirby è stato, e rimarrà per sempre, il Re!
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Bibliografia Essenziale di Jack Kirby

MARVEL - Primo Periodo:

Fantastic Four, 102 Episodi, + 6 Annual (In Italia su Fantastici Quattro Ed. Corno 1/100);
The Incredibile Hulk (I Serie), primi 8 Episodi (L’Uomo Ragno Ed. Corno 55/64);
Iron Man, 4 dei primi 5 Episodi usciti su Tales of Suspence 39/43 (L’incredibile Devil Ed. Corno 23/26);
The Mighty Thor, 87 Episodi + 2 Annual (Il mitico Thor Ed. Corno 1/79);
X-Men, primi 17 Episodi (In Italia su Capitan America Ed. Corno 1/19);
Captain America, 35 Episodi dei 41 apparsi su Tales of Suspence 59/99 + 10 Episodi della testata Captain America (Capitan America Ed. Corno 1/28);

MARVEL - Secondo Periodo:


Captain America, 22 Episodi + 1 Annual (In Italia su Capitan America Ed. Corno 115/122 e Thor & Capitan America Ed. Corno 181/196);
The Eternals, 19 Episodi + 1 Annual (Gli Eterni Ed. Corno 1/19, recentemente ristampati dalla Marvel Italia/Panini Comics nel volume monografico Gli Eterni);
Black Panther, primi 12 Episodi (Fantastici Quattro Ed. Corno 224/245);
Machine-Man, 9 Episodi (Gli Eterni Ed. Corno 20/28).

DC COMICS:

The New Gods, 11 Episodi (Kamandi Ed. Corno 16/26);
Kamandi, 40 Episodi (Kamandi Ed. Corno 1/33);
Demon, 16 Episodi (Classici DC: Demon, Planeta DeAgostini, Vol. Unico).

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Gli stralci dell'intervista del Comics Journal a Jack Kirby sono tratti da All American Comics n°12 del settembre 1990 (ed. Comic Art). Traduzione di Luca Boschi.
Tutta l'opera di Kirby: http://www.kirbymuseum.org/.
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